Under 12 – Domenica 15 aprile 2018 Torneo del Cinghialino
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Under 12 – Domenica 15 aprile 2018 Torneo del Cinghialino

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Sabato 14 – Domenica 15 aprile 2018

Torneo del Cinghialino – Rapolano Terme

Sabato 14

Solito posto-appuntamento, solito entusiasmo, soliti sorrisi pre-partenza, solita eccitazione stavolta anche un tantino più spiccata perché il pullman è a due piani. Bisogna conquistare il piano alto e poi anche i posti più avanti. I ragazzi iniziano a studiare un piano, bisbigliano, poi lo mettono in atto. Abbiamo capito che il piano era piuttosto semplice: accalcarsi all’entrata del pullman. Pare che funzioni, l’under 12 conquista il “territorio-piano alto-posti avanti”. E si parte finalmente alla volta di Rapolano per un week-end intenso.

Il viaggio, con sosta pranzo, è breve. I ragazzi scendono dal pullman curiosi di vedere l’albergo ma come ormai ci hanno abituato, educatissimi e composti. Salgono nelle stanze, curiosano in quelle dei compagni, si sistemano e dopo venti minuti sono nell’atrio pronti per partire alla volta dei campi da rugby per assistere al Torneo del Cinghialone, quello dei grandi. Che pomeriggio! Che serata! Qualcuno guarda le partite, qualcuno corre a giocare al campo-di-sotto, tutti ma proprio tutti si avventano sulle panelle fritte come se non mangiassero da mesi. Alternano mini partite, prove di ballo, tiri in porta, nascondino, gelato, panelle, panelle, panelle che se non li fermiamo esplodono. E poi la musica. Tutti sotto il tendone a ballare e cantare con gli amici bresciani del Botticino Rugby. Amici, precisiamo, conosciuti al momento, saltando e cantando a squarciagola, abbracciandosi in cerchio come un’unica squadra. Diciamolo: come solo loro sanno fare. E danno un senso alla maglia che indossano, che la gente guarda e fotografa mentre abbracciano l’avversario del giorno dopo: “GIOCO A RUGBY CON UN AVVERSARIO, MAI CONTRO”. Questo c’è scritto, questo è il nostro spirito.

La serata procede proprio come un ritiro pre-torneo che si rispetti: praticamente in discoteca prima e dopo cena (che per la cronaca rimangiano come se le panelle non le avessero neanche viste). Poi in albergo, breve riunione e poi tutti a dormire, comprensibilmente distrutti.

Domenica 15

In campo alle 9.00 accompagnati da Giuseppe, Andrea ed Elias con divisa, paradenti, caschetti e batticuore.

Il Crete Senesi Rugby organizza anche quest’anno un torneo coi fiocchi, in cui si divertono grandi e piccoli, in un clima familiare e amichevole. Ci sono le partite e c’è un’atmosfera da villaggio-vacanze, uno speaker-dj che commenta gli incontri e un’organizzazione che non lascia nulla al caso. Gli incontri iniziano puntuali e vedono gli appini in campo alle 9.45 per disputare la partita con il SIENA. Quasi un appuntamento fisso con gli amici bianco-neri, ormai si conoscono e si salutano amichevolmente. Poi però iniziano a giocare… e sempre in amicizia tirano fuori grinta e voglia di vincere; mai un dubbio su chi domini l’incontro, solo un placcaggio mancato permette al Siena di arrivare a meta, ma noi ne segniamo 5. Forse possiamo rimproverare ai ragazzi di aver passato poco la palla, ma per il resto niente da dire, solo applausi e visi più rilassati dopo aver rotto il ghiaccio del torneo di cui sempre sentono l’emozione.

Poi tocca al CITTÀ DI CASTELLO. Ancora un’altra, meritatissima vittoria del verdi-blu, forse anche più netta della precedente, con 4 mete segnate e nessuna presa. Una difesa incredibile, placcaggi perfetti e mai scorretti, un attacco dinamico e stavolta un ovale che passava di mano in mano a pieno ritmo. E così, scattanti e sicuri di sé, mettono in tasca un altro successo.

Pausa. Guardano gli altri incontri senza perdere la concentrazione. Scrutano i prossimi avversari. Discorso da bordo campo: “Aho ma questi so forti” – “Embè pure noi” – “Vero”. Belli loro che si sostengono anche fuori dal terreno di gioco, i più sicuri rassicurano i più emozionati, si incoraggiano e si gasano. Una cosa che non perdono mai è il sorriso.

Per il terzo incontro ci aspettano i ragazzi del BOTTICINO RUGBY. Ieri sera hanno ballato insieme sotto il tendone, oggi ballano in campo in un incontro che definire entusiasmante è riduttivo. Iniziamo subito con la carica giusta e segniamo la prima meta. Poi… il capitano si infortuna e mentre è a terra dolorante incassiamo la meta del pareggio. A quel punto la squadra si schiera e succede qualcosa, si guardano e li sentiamo bisbigliare prima e gridare poi: “Per Narnia!”. Ah no aspè… era “Per il capitano!”, ma l’espressione dei loro volti era più o meno quella dei narniani. E giocano forse la più bella partita tra quelle disputate quest’anno. Emozionanti, determinati ed aggressivi, comunicano gridando o anche solo guardandosi e danno spettacolo. Uno spettacolo di gioco, uno spettacolo di volontà, uno spettacolo di energia che gli si legge negli occhi, nei volti illuminati dalla grinta, dalla carica che si trasmettono l’un l’altro. Una forza della natura, un’unione di volontà, tenacia, fermezza. Appassionati e appassionanti, esaltati ed esaltanti. Vincono, segnano la meta del trionfo con gambe, mani e cuore dando un senso a quel “è la squadra che va in meta”. Per il capitano, per loro, per noi. Al fischio finale i piccoli narniani piangono lacrime di gioia, lanciano i caschetti in aria, si abbracciano, urlano la felicità con le vene del collo che si gonfiano come piccoli Hulk. E poi il corridoio con i bresciani. Il senso di un gioco fatto di e con passione. Poi tutti dal capitano: ghiaccio sul ginocchio, orgoglio negli occhi.

Ci giochiamo il primo posto contro la squadra più temibile del girone: il SESTO FIORENTINO. Mettiamoci che i rossi del Sesto sono forti, veloci, scattanti. Mettiamoci che i nostri appini stavolta non hanno dato il massimo. Il risultato è una partita un po’ buttata via purtroppo. E quindi l’incontro con i primi dell’altro girone lo disputeranno meritatamente i ragazzi del Sesto, mentre i nostri sono in attesa di sapere con chi giocheranno per guadagnare il terzo posto.

Altra pausa, un ginocchio dolorante, tre-quattro talloni infiammati, un dito contuso e tanto ghiaccio da spartire prima di scendere di nuovo in campo, chi più dolorante chi meno, tutti, per giocare una super-finale con i padroni di casa. APPIA-CRETE SENESI. Bravissimi a mettere da parte la sconfitta con il Sesto – perché il rugby è palla indietro e testa avanti – ricominciano a giocare come ci hanno lasciato con i bresciani e stravincono 6 mete a 0 meritando il TERZO POSTO in classifica con corsa, tuffo verso il pubblico e balletto finale annessi che nemmeno gli infortunati si sono tirati indietro. Una macarena che i ballerini brasiliani in confronto “levateve proprio”, con i genitori che ridono e intanto ringraziano il cielo di non aver buttato soldi in corsi di danza e un Giuseppe double face allenatore-animatore che il tizio dj quasi gli cede il microfono e se va a testa bassa. Poi riprende sicurezza e chiede ai ragazzi di applaudire loro, stavolta, verso il pubblico dei genitori che ogni domenica, ogni raggruppamento, ogni torneo, sono sempre lì ad emozionarsi per e con loro, ad applaudire, a tifare, a incitare. A esserci ogni qualvolta è possibile.

Dopo la finale alzano la coppa tenuta dal capitano con sorrisi smaglianti, mani alzate e la stanchezza di chi ha dato il massimo divertendosi. Stavolta il “territorio-piano alto-posti avanti” sul pullman è dei piccoli e si parte alla volta di Roma.

ANCORA UNA VOLTA FIERI DI VOI.

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